Hacker e virus, guerra cybernetica senza bandiere

Più di trent’anni fa, chi l’avrebbe mai immaginato: cibernetica, intelligenza artificiale, hacker abili e promettenti, incursioni in programmi, realtà virtuali. Era tutto un sogno, un grande gioco, raccontato da splendidi film come “Wargames-Giochi di guerra”. Nel 1983 il regista John Badham fu più visionario che mai quando scelse l’attore Matthew Broderick perché interpretasse il giovane David che, senza volerlo, assume il ruolo dei sovietici e si introduce in un super computer studiato per rispondere a un attacco missilistico. Per il ragazzo è un gioco, ma sta per scatenarsi una guerra tra russi e americani. Il film raccontava il concetto di distruzione mutua assicurata. Oggi, dopo più di trent’anni, il mondo conta moltissimi David per una guerra tutta nuova che si combatte a colpi di virus e hackeraggi. Abbiamo avuto paladini del web come Assange, che lottava per mettere a nudo i potenti. Poi Edward Snowden, ex contractor della CIA, passato dalla parte dei cosiddetti “buoni” per scoperchiare i Governi con sofisticate capacità informatiche. Un bravo hacker, magari a disposizione di qualche agenzia governativa e sotto ricompensa, è perfettamente in grado di colpire ovunque, anche di atrofizzare gangli vitali di un Paese. Tornando al film e alla mutua distruzione, sì che il regista fu visionario, perché esperti informatici di altissimo livello si trovano in ogni Stato del mondo a disposizione dei Governi e di chi paga di più.

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