Uragano Matthew, Haiti in ginocchio

È ancora presto per fornire numeri definitivi sulla devastazione di Haiti, ma un dato è certo: l’isola è letteralmente in ginocchio, piegata dalla furia dell’uragano Matthew, che ha spazzato soprattutto la parte meridionale dell’isola. Gli appelli delle organizzazioni umanitarie presenti ad Haiti restituiscono il quadro di una situazione apocalittica. Nelle zone investite dalla furia di Matthew, che ha colpito l’isola al massimo della sua potenza di uragano classe 4, oltre l’80 per cento delle case è andato distrutto, decine di migliaia di persone sono senza tetto ed è soprattutto la popolazione infantile a correre i maggiori rischi, come denuncia l’Unicef, dato che rappresenta circa il 50 per cento del totale. In particolare, a subire i maggiori danni sono le città di Los Cayos, terza località di Haiti, e Jeremie, dove quasi tutte le abitazioni sono state rase al suolo dalle piogge torrenziali e dai venti a oltre 200 chilometri orari. Una delle priorità di intervento è ora quella di valutare le condizioni delle persone nei rifugi, che sono riuscite ad allontanarsi dalla costa, dove ci sono state onde fino a otto metri. Occorrono d’urgenza acqua e kit igienici, perché i bambini sono ad alto rischio di contrarre malattie, come il colera, già molto diffuso nel paese. L’Unicef ha già pronte strutture a Panama per istituire scuole temporanee per i bambini sfollati, pronte a partire nelle prossime ore. Secondo un comunicato pubblicato a Ginevra dalla Croce Rossa Internazionale, più di un milione di persone sono state colpite e centinaia di migliaia hanno bisogno di assistenza umanitaria. Ma il problema principale, adesso, è ripristinare le vie di comunicazione: la maggior parte delle strade è andata distrutta e ora l’unico modo per raggiungere le moltissime località isolate è l’elicottero, che però in simili condizioni meteo non può essere utilizzato. Bisogna solo aspettare che la tempesta passi per dare il volto reale di una catastrofe che colpisce nuovamente un paese tra i più poveri del mondo, in ginocchio per il terremoto che quasi sei anni fa – era il gennaio 2010 – ha lasciato solo macerie.

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