Il Consiglio d'Europa boccia la maternità surrogata

Un parere non vincolante, ma che è destinato a riaccendere la discussione sul tema della gestazione per altri, che nelle ultime settimane era rimasto sottotraccia. Il Consiglio d’Europa ha bocciato il primo rapporto presentato all’Assemblea parlamentare dalla ginecologa belga, Petra De Sutter, che aveva l’obiettivo di introdurre delle linee guida per proteggere i diritti dei bambini nati da accordi di maternità surrogata. Ottantatré i no contro i settantasette voti a favore, sette invece gli astenuti, che hanno, di fatto, spostato l’ago della bilancia, a conferma che sul tema la divisione è trasversale all’interno di tutti i partiti. La delegazione italiana è risultata essere fra le più compatte sul fronte del no, con pochissime eccezioni. Divise praticamente a metà, invece, le delegazioni britannica e tedesca. Prima del voto c’era stato un appello per il sì alla delegazione del PD da parte del senatore democratico Sergio Lo Giudice, diventato padre grazie alla pratica dell’utero in affitto. La replica è arrivata dall’ex Ministro per la solidarietà sociale Livia Turco, che esprime soddisfazione per il voto contrario e parla dell’utero in affitto come pratica abominevole che lede la dignità della donna e riduce la relazione madre-figlio; una posizione che nei giorni scorsi ha ribadito, a nome del Governo, anche il Ministro Lorenzin che ha confermato l’impegno italiano a riconoscere la maternità surrogata come un reato perseguibile universalmente.

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