In Gran Bretagna nuovo caso di propaganda Isis sul web

Si facevano chiamare “i tre moschettieri” Naweed Ali, Khobaib Hussain e Mohibur Rahman, membri di una cellula terroristica che una corte londinese ha condannato al carcere a vita la scorsa settimana. Ora, come rivela The Times, si scopre che i tre usavano i social media, soprattutto YouTube, per portare avanti il loro messaggio di morte, violenza e odio. Ancora un caso di propaganda jihadista sul web, dunque, con immagini, video e messaggi che liberamente circolavano sulla rete. Non mancano le polemiche con le autorità inglesi che chiedono ai colossi internet maggior impegno nel filtrare quello che appare sul web e non dare spazio ai terroristi sui forum online. Dall’altra parte della Manica ecco, invece, Francia e Germania pronti ad allearsi per impedire ai grandi giganti tecnologici di utilizzare quelle che vengono definite “scappatoie fiscali” per pagare meno tasse nel Vecchio Continente. Arrivano le parole e le dichiarazioni del Ministro francese Bruno Le Maire, che conferma: “La Francia avanzerà la sua proposta per regole più semplici con una tassazione reale al prossimo Ecofin informale di metà settembre in Estonia”. Parigi alza il livello di guardia. L’Europa, spiega il Ministro transalpino, deve imparare a difendere i suoi interessi economici in maniera più decisa come fanno già la Cina e gli Stati Uniti. Anche in Italia, Pier Carlo Padoan era tornato sulla web tax specificando: “Deve essere imposta a livello internazionale”. Il titolare dell’Economia a SkyTg24 aveva parlato di imprese che hanno profitti giganteschi e sono tassate in modo ridicolo. È una questione anche di equità fiscale, ha sottolineato infine lo stesso Padoan.


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