Israele, condanato soldato che ha ucciso palestinese

Per alcuni è un eroe. Per altri un assassino. Nel mezzo c’è la crisi israelo-palestinese che impedisce di esprimere giudizi distaccati. Quello che è certo è che Elor Azaria, soldato dell’esercito con la stella di Davide, è stato condannato a un anno e mezzo per aver ucciso Abdel Fatah al-Sharif e che la condanna è stata comminata per omicidio colposo. I fatti risalgono a marzo dell’anno scorso, quando Sharif, armato di coltello, tentava di assalire un gruppo di militari israeliani. Tentativo fallito, perché il ragazzo veniva immediatamente colpito dal fuoco di risposta che lo costringeva a terra, inoffensivo. A questo punto entrava in scena Azaria, che apriva il fuoco e lo uccideva. Secondo la Corte che lo ha giudicato si tratta di omicidio colposo, perché il contesto in cui è avvenuta la vicenda era di altissima tensione e i superiori che erano giunti sul posto non avevano dato indicazioni chiare. Insomma, regnava il caos. Da parte palestinese si tratta di una sentenza beffa e si sottolinea la clemenza con cui è trattato il soldato, a contrasto con la severità con cui vengono repressi crimini da parte dei palestinesi. Durissimo il commento della solitamente moderata Hanan Ashrawi, che ha scandito parole di fuoco: questa sentenza dimostra il disprezzo per la vita umana, soprattutto per le vite dei palestinesi, che da troppo tempo sono oppressi e ostaggio di un’occupazione israeliana. Allo stesso tempo, parte dell’opinione pubblica israeliana ha, invece, manifestato chiedendo la grazia per il soldato. Centinaia di sostenitori hanno manifestato di fronte al tribunale invocando la clemenza nei suoi confronti, mentre diversi esponenti del Governo hanno criticato l’eccessiva severità nei confronti del militare.


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