Marò, Latorre può restare in Italia fino a fine arbitrato

Massimiliano Latorre potrà restare in Italia fino alla fine del procedimento arbitrale. La Corte Suprema di New Delhi ha finalmente deciso, sulla richiesta dei legali del fuciliere, di applicare anche a Latorre, la stessa decisione presa nei riguardi di Salvatore Girone, autorizzato, il 29 aprile scorso, ad attendere in Italia la sentenza della Corte di arbitrato dell’Aja e rientrato in Italia a fine maggio, sostanzialmente alle stesse condizioni, cioè garanzie scritte individuali e dello Stato italiano, consegna del passaporto, passaggio una volta al mese in un commissariato e un rapporto trimestrale italiano sulla situazione. Un nuovo capitolo, dunque, della vicenda iniziata nel febbraio 2012, quando due pescatori indiani furono uccisi al largo delle coste del Kerala. Le autorità locali accusarono i due fucilieri di Marina, che erano a bordo della nave Enrica Lexie, in funzione anti pirateria, di essere i responsabili della loro morte. Latorre era stato colpito da un ictus, due anni fa, e da allora la stessa Corte Suprema Indiana gli aveva concesso diversi permessi per consentirgli di curarsi in Italia. L’ultimo era in scadenza il 30 settembre. Soddisfatta la Farnesina, che in un comunicato definisce questo un passaggio importante, che riconosce l’impegno del Governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale, per far valere le ragioni dei due fucilieri di Marina. Con identico impegno – conclude la nota –, l’Italia affronterà i prossimi passaggi del procedimento che ora entra nel merito del caso dell’Enrica Lexie. La sentenza dalla Corte di arbitrato dell’Aja, che dovrà decidere chi tra Italia e India ha giurisdizione sull’incidente, non è attesa prima della fine del 2018.


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