Molestie, lo scandalo travolge anche la politica estera

Lo scandalo “molestie sessuali” come un virus dilaga in dimensione internazionale. In Francia è il Front National, il partito di estrema destra guidato oggi da Marine Le Pen, a finire nel frullatore del Sexgate. L’inchiesta di Le Monde parte da un episodio del luglio 2016, quando una ex collaboratrice del partito denuncia mesi di minacce e ricatti da parte di un consigliere regionale, Axel Loustau. La direzione del partito non reagisce e non commenta queste indiscrezioni di stampa, ma il quotidiano francese punta il dito contro la stessa Le Pen, accusata di essere rimasta sorda davanti alle accuse della collega di partito. Uno scandalo che nel Regno Unito coinvolge deputati di ogni schieramento e che ha già portato alle dimissioni del Ministro della difesa Michael Fallon. Ha, invece, negato in modo assoluto e categorico ogni accusa il deputato laburista Kelvin Hopkins, comunque sospeso per presunti abusi sessuali su una giovane militante, mentre il collega Lewis, deputato di spicco dei laburisti, è al centro di un’indagine interna dopo aver palpeggiato una attivista al congresso del partito a settembre. Nei prossimi giorni, la Premier Theresa May si riunirà con i leader delle opposizioni per studiare un codice di condotta restrittivo da far, poi, approvare al Parlamento. Si apre un fronte anche in Austria. Uno dei più noti esponenti della sinistra, Peter Pilz, è stato costretto a lasciare il seggio dopo le accuse di molestie sessuali da parte di due giovani donne. L’ONU, invece, ha raccolto trentuno nuove denunce di abusi sessuali commessi da personale dell’Organizzazione internazionale solo tra luglio e settembre. Dallo spettacolo al mondo accademico, fino alla politica. Un’onda di inarrestabili denunce di donne molestate e aggredite che potrebbe inghiottire, finalmente, un sistema marcio e di origini lontane.


  • TAG
Autoplay

Contenuti Sponsorizzati


Playlist Correlate