Ong, Cei appoggia codice. Libia vieta a navi di avvicinarsi

Giorni di discussioni e polemiche sul codice di comportamento per le ONG sui salvataggi di migranti in mare. Chi firma e chi no, meglio salvare a tutti i costi, o farlo seguendo le regole? Ha ragione Delrio, oppure Minniti? Ha ragione il fronte cattolico o quello più attento alla sicurezza? Ed ecco il colpo di scena. Dal fronte cattolico, arriva la voce di peso il presidente della CEI, Gualtiero Bassetti, a favore della linea Minniti, cioè quella della fermezza: “proprio per difendere i più deboli non possiamo correre il rischio, neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità, di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana”. Queste le testuali parole del rappresentante dei vescovi italiani. E proprio mentre il cosiddetto mondo cattolico – è di poche ore fa la presa di posizione della Caritas in tal senso – sembrava compatto nel condividere la visione del ministro delle infrastrutture Delrio, per il quale salvare vite umane è prioritario a prescindere, e quindi le ONG non andrebbero ostacolate, o demonizzate. Le quali ONG, va ricordato, sono divise fra le quattro che hanno firmato il codice Minniti e le altre, fra cui Medici Senza Frontiere, che si rifiutano, perché sostengono che le limitazioni al trasbordo dei migranti su altre navi, e la presenza di agenti armati a bordo, limiterebbero la loro capacità di salvataggio. Nel frattempo la Libia ha appena creato una zona di ricerca e soccorso, oltre le 12 miglia delle acque territoriali, vietata a qualsiasi nave straniera, salvo richiesta delle autorità libiche, precisando che la misura è diretta proprio alle ONG che sostengono di voler salvare i migranti clandestini e di condurre azioni umanitarie.


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