Papa: la burocrazia non aumenti le sofferenze terremotati

Momenti di festa in Piazza San Pietro, dove i ragazzi di Azione Cattolica concludono la loro carovana della pace; due di loro si affacciano alla finestra insieme a Papa Francesco, che scherza: “Cari fratelli e sorelle, come vedete sono arrivati gli invasori e sono qui”. Ma la festa non fa dimenticare al Papa e alla Chiesa il dolore, i disagi e le enormi sofferenze che stanno vivendo gli abitanti del centro Italia. “Vorrei anche rinnovare la mia vicinanza alle popolazioni dell’Italia centrale, che ancora soffrono le conseguenze del terremoto e delle difficili condizioni atmosferiche. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle il costante sostegno delle istituzioni e la comune solidarietà”. Solidarietà, certo, è la prima cosa, ma questo non basta. Bergoglio fa un duro appello chiamando alla loro responsabilità chi ha, a ogni livello, doveri di Governo. “Per favore, qualsiasi tipo di burocrazia non li faccia aspettare e ulteriormente soffrire”. Al termine, in cielo volano i palloncini della pace. Abitualmente il Papa liberava colombe bianche, ma spesso i corvi che volano, non solo metaforicamente, su San Pietro le attaccavano facendole precipitare sanguinanti sul selciato. Non certo un buon presagio e così meglio optare per i più sereni palloncini colorati.


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