Paura a Londra, incidente chimico al City Airport

Un allarme chimico durato quasi tre ore. Tanta paura e 26 persone soccorse per difficoltà respiratorie, due di loro ricoverate. È il bilancio del venerdì di terrore che ha tenuto sotto scacco il London City Airport, nella capitale britannica, evacuato in seguito al malore di numerosi passeggeri. In un primo momento, l’account dello scalo diffonde un tweet che annuncia l’evacuazione del terminal a causa di un allarme incendio. Poi i media inglesi parlano di un non meglio precisato incidente chimico. Le prime testimonianze, invece, raccontano di persone in preda a improvvisi attacchi di tosse. È il caos. È panico. L’allarme rientra dopo l’intervento dei vigili del fuoco e il terminal torna in sicurezza. Dalle indagini di Scotland Yard, a causare l’incidente sarebbe stata la dispersione di gas lacrimogeno nello scalo. Resta da accertare se la propagazione sia stata accidentale o intenzionale. A tenere sotto pressione la città inglese in queste ultime ore è anche la notizia di un attentato terroristico nella Metropolitana della capitale, sventato proprio ieri dalla polizia. Gli agenti hanno trovato una bomba artigianale in un vagone della metro a North Greenwich, a poche centinaia di metri dal London City Airport e a due passi da una mega struttura per spettacoli. Il finto ordigno è stato fatto brillare dagli artificieri. Le squadre antiterrorismo della Metropolitan Police hanno arrestato un giovane di diciannove anni, un uomo bianco, barbuto e incappucciato, come lo descrivono alcuni testimoni. Un episodio che ha fatto elevare il livello di allarme per i trasporti pubblici londinesi e che lascia una scia di dubbi su una possibile correlazione tra l’allarme chimico all’aeroporto e l’attacco sventato alla Metropolitana.

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