Premio Nobel per la Pace 2016 a presidente colombiano Santos

Il referendum colombiano che ha respinto l’accordo di pace tra il Governo di Bogotà e la guerriglia delle FARC sembrava avesse affossato definitivamente la candidatura al Nobel per la pace del Presidente in carica Juan Manuel Santos. Invece, il Comitato norvegese ha premiato proprio lui per i suoi sforzi per la pace e per porre fine a una guerra civile durata cinquantadue anni, “guerra che – ha sottolineato la Presidente del Comitato del premio Nobel – è costata la vita ad almeno 220.000 colombiani e ha provocato quasi 6 milioni di sfollati”. “Il Premier – ha proseguito – dovrebbe anche essere visto come un tributo al popolo della Colombia, alle vittime e a tutte le parti che hanno contribuito a questo processo di pace”. Il trattato tra il Governo colombiano e le Forze armate rivoluzionarie è arrivato dopo un estenuante negoziato, durato quattro anni, ed è stato firmato con una cerimonia formale. Prevedeva, tra le altre cose, un cessate il fuoco bilaterale, che finirà il 31 ottobre. La tregua è entrata in vigore il 29 agosto e da allora non si è verificato alcun incidente, ma l’accordo è stato bocciato di stretta misura il 2 ottobre da un referendum popolare. “Il risultato della consultazione non è stato quello che voleva Santos”, ha proseguito il Comitato del premio, osservando che l’esito del voto ha creato una grande incertezza per il futuro della Colombia e c’è il pericolo reale che il processo di pace si fermi e che riprenda la guerra civile. Il premio è, dunque, un riconoscimento e un incoraggiamento, non va visto come un affronto ai colombiani. “Al contrario – ha detto ancora la Presidente del Comitato – rispettiamo il processo democratico e il voto. Il popolo della Colombia non ha detto ‘no’ alla pace, ma ‘no’ a questo accordo specifico. Noi ci auguriamo che adesso il processo negoziale sia portato avanti”.

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