Primi no per Trump sulle liste degli immigrati

“Nessun contrasto. Prenderò io tutte le decisioni”. Donald Trump, dal suo quartier generale alla Trump Tower, rimanda via Twitter al mittente le insinuazioni di divisioni e veleni nel team che si sta occupando della transizione e che dovrebbe dare un volto e un nome nelle prossime ore ai componenti della squadra di governo. I nomi, al momento, ancora non ci sono, infatti, ma gli incontri si susseguono e non sono solo gli amici ad andarlo a trovare. Oggi, ad esempio, a parlare con lui è andato anche il sindaco di New York, Bill de Blasio. “Gli ho fatto presente le preoccupazioni dei newyorchesi sulle deportazioni dei migranti” ha spiegato de Blasio, che, all’indomani delle elezioni, era stato il primo sindaco ad annunciare che non avrebbe dato la lista degli immigrati illegali presenti in città. “New York resterà un luogo di accoglienza” ha ribadito oggi, precisando di aver detto a Trump che nel corpo di polizia locale ci sono anche 900 agenti musulmani e che da quando la città ha interrotto la pratica dello Stop-and-Frisk, che permette alle forze dell’ordine di fermare e perquisire chiunque, il numero dei crimini è diminuito. Tutto questo mentre dall’altra parte del paese, a Los Angeles, il capo della polizia, Charlie Beck, ha chiarito di non aver intenzione di cambiare la posizione del suo dipartimento in materia di immigrazione. “Noi non deporteremo o arresteremo i clandestini. Se il governo federale vuole andare avanti con questa idea dovrà farlo fare a qualcun altro” ha dichiarato Beck. Trump, da parte sua, non commenta e non svela i suoi piani, però polemizza con il New York Times che, tra le altre cose, aveva anche scritto sulle difficoltà per i leader stranieri di raggiungere il Presidente eletto. “Ho parlato con molti leader” ha twittato Trump, precisando alcuni Paesi: Russia, Cina, Arabia Saudita, Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia. Non nomina, invece, né la Germania, né la Francia, né l’Italia, pur avendo avuto colloqui telefonici nei giorni scorsi con i rispettivi leader e c’è già chi legge in questa lista quelle che saranno le sue priorità e le sue relazioni privilegiate per i prossimi quattro anni.


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