Russiagate, Trump jr pubblica email su incontro con Russi

Alla fine ha battuto il New York Times sul tempo: Donald Trump jr, il figlio del Presidente, ha pubblicato sul suo profilo Twitter lo scambio di e-mail con l’ex giornalista britannico Rob Goldstone, che ha preceduto l’incontro con l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya del 9 giugno 2016, scambio di cui era in possesso anche il quotidiano che, da alcuni giorni, ha puntato i riflettori proprio su questo incontro. E-mail da cui emerge chiaramente l’offerta di informazioni compromettenti su Hillary Clinton in possesso del Governo russo che Mosca avrebbe voluto far arrivare ai Trump perché, come si legge in questo scambio, la Russia sosteneva il candidato repubblicano nella corsa presidenziale e voleva aiutarlo, offerta a cui Donald Trump jr ha risposto: “Se davvero fosse così, ne sarei felice”. Alla fine, l’incontro a cui hanno partecipato anche il marito di Ivanka, Jared Kushner, e l’allora direttore della campagna, Paul Manafort, si è rivelato un buco nell’acqua ma da queste e-mail, che Trump jr dice di aver pubblicato per trasparenza, emergono comunque una serie di nodi compromettenti. Donald jr, infatti, su questo colloquio, fino ad ora, aveva dato versioni diverse. Inizialmente, aveva spiegato che si era parlato principalmente di adozioni internazionali. Poi aveva precisato che, comunque, non c’era nulla di male nell’ascoltare qualcuno pronto a dare informazioni su un avversario politico. Quando gli è stato fatto notare che, però, queste informazioni sarebbero in caso arrivate da qualcuno vicino al Cremlino e che, quindi, sarebbero state un’ulteriore dimostrazione che la Russia, un Governo straniero, ha di fatto provato ad influenzare le elezioni di novembre, questione su cui sta indagando ormai da mesi anche l’FBI, il figlio del Presidente aveva chiarito che non era a conoscenza dei contatti e della storia della persona quando l’ha incontrata. Ora, nelle quattro pagine dallo stesso rese pubbliche, si evince invece senza alcun dubbio che Donald jr si aspettava di vedere qualcuno pronto a dare informazioni messe insieme dal Governo russo. A confermare, d’altronde, l’obiettivo del figlio del Presidente in quel colloquio è in queste ore la stessa avvocatessa russa che in un’intervista ha sottolineato di non lavorare per il Cremlino e di non aver mai avuto, in realtà, rivelazioni o dossier compromettenti su Hillary Clinton, ma di aver avuto l’impressione che gli uomini di Trump cercassero disperatamente questo tipo di informazioni.


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