Siria, gli Usa interrompono i colloqui con la Russia

Basta, la pazienza è finita! Gli Stati Uniti, dopo ore di colloqui bilaterali con la Russia sul dossier siriano, hanno deciso di sospendere le trattative, rivelatesi infruttuose. Il portavoce del Dipartimento di Stato ha usato parole dure nell’annunciare lo stop al dialogo. “La Russia – ha detto John Kirby – non ha mantenuto gli impegni e non è stata in grado di far rispettare gli accordi al regime siriano”. Ma non ha chiuso totalmente la porta. “Gli USA – ha spiegato – continueranno, comunque, a mantenere un canale aperto con la Russia per le operazioni antiterrorismo contro l’Isis”. Ad appesantire il tenore delle dichiarazioni anche la Casa Bianca, che ha diramato un comunicato con cui si dice che la pazienza di tutti è finita. Il Presidente Obama – è stato spiegato – valuterà una serie di opzioni, compresa la possibilità di sanzioni contro la Russia. Gli Stati Uniti – hanno replicato dal Ministero degli esteri russo – non hanno rispettato gli accordi e ora cercano di scaricare la responsabilità su altri. Insomma, Mosca e Washington sono ai ferri corti, come non si vedeva dagli anni Ottanta, anche se l’ambasciatore russo all’ONU ha tenuto a precisare che non siamo di fronte a una nuova guerra fredda, ma ha parlato solo di divergenze. Al di là delle dichiarazioni, quanto accaduto a New York è solo l’ultimo mattone di un muro di incomunicabilità che si è costruito progressivamente sul dossier siriano. Per quanto in teoria alleati nella lotta all’Isis, Stati Uniti e Russia sono da sempre divisi sul futuro del regime di Assad, alleato di Mosca ma nemico di Washington. E se gli americani accusano i russi di colpire la popolazione civile e di sostenere l’esercito siriano anche nella repressione dei gruppi ribelli sostenuti dagli USA, i russi replicano che gli americani, invece, supportano le milizie islamiste, come Al-Nusra. Sul tavolo il dramma di Aleppo. La città è ridotta allo stremo, con continui raid, e la sospensione delle incursioni, richiesta da Parigi, ha suscitato una risposta secca da Mosca. “Tenere i caccia a terra e permettere ai terroristi di organizzarsi non è un’opzione appetibile”, ha detto l’ambasciatore russo all’ONU.

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