Terre rubate agli indigeni, il rapporto Oxfam

Milioni di ettari di foreste, di coste e di terreni coltivati, acquistati e sottratti alle popolazioni indigene, comunità locali sradicate senza consenso, sfratti violenti, omicidi. La corsa globale alla terra è sempre più frenetica e pericolosa, così come la compravendita di alcuni pezzi di mondo, che nel 60 per cento dei casi ha sottratto terre comuni ai popoli che le abitano. Lo racconta il nuovo rapporto Oxfam: su 2,5 miliardi di indigeni che abitano più di metà della terra, solo ad un quinto viene riconosciuto un titolo di proprietà. Gli altri devono andare via. Nasce, così, questo appello ai Governi dei diversi Paesi coinvolti, affinché la quantità di terra formalmente posseduta dalle comunità indigene raddoppi entro il 2020. C’è il caso dello Sri Lanka, dove il Governo ha sfrattato 350 famiglie di contadini e pescatori per favorire la costruzione di strutture alberghiere; quello dell’Honduras, con la protesta del popolo garifuna; i ketschua della Nazione del Perù, che hanno intrapreso una battaglia legale per riottenere il controllo delle loro terre danneggiate da anni di trivellazioni petrolifere; gli aborigeni australiani e le comunità indiane.

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