Terrorismo islamico, impennata di arresti nel 2015 nella Ue

La metà degli arresti sono avvenuti in Francia e la circostanza non appare casuale. Il numero e la violenza degli attacchi terroristici di matrice islamica registrati nel Paese è, infatti, emblematico di un fenomeno che le forze dell’ordine tentano di prevenire. I dati di Europol registrano, dunque, nel 2015 un’impennata del numero degli arresti per terrorismo pari al 25 per cento in tutta Europa; dati che corrispondono a 1.077 persone finite in carcere. Di queste gran parte è stata, quindi, fermata proprio in Francia con 377 sospetti arrestati. Seguono a grande distanza la Spagna, il Belgio, l’Austria e l’Italia, dove lo scorso anno sono stati effettuati quaranta arresti. Gli studi relativi agli attentati terroristici sul territorio europeo rivelano poi che occorre fare ancora molto per scardinare una rete che è riuscita a colpire 211 volte lo scorso anno, provocando la morte di 151 persone. In un dossier del Parlamento italiano, inoltre, vengono citati gli studi più attendibili sul fenomeno dei Foreign Fighters. I combattenti stranieri in Siria ed Iraq sono tra i 27.000 e i 30.000 e di questi oltre 5.000 proverebbero dall’Unione europea; un numero che sarebbe, dunque, raddoppiato rispetto al 2014. La maggior parte di loro arriva dalla Francia, dal Regno Unito, dalla Germania e dal Belgio.

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