Trump a Obama: mi spiavi. La replica: bugiardo

“Nessun Presidente può ordinare intercettazioni, sono restrizioni messe in atto per proteggere i cittadini da gente come te”. La risposta a Donald Trump, che arriva dallo staff di Barack Obama non ha nulla del politicamente corretto. Del resto, l’attacco frontale lanciato senza alcuna prova, ma solo con l’arroganza di chi al momento è al potere, è di quelli ai quali è difficile non rispondere con durezza. Il neo Presidente americano è ripartito infatti all’attacco del suo predecessore, forse anche per distogliere l’attenzione dalle sue ultime ed estremamente criticate dichiarazioni su immigrazione ed armamenti. E lo fa con un’accusa pesantissima, invocando addirittura maccartismo e Watergate. Obama, secondo Trump, sarebbe persona cattiva e malata, che lo avrebbe intercettato, facendo mettere sotto controllo i telefoni della Trump Tower. Una bomba lanciata dunque, come sottolineano i principali media americani, senza uno straccio di giustificazione. Non c’è quindi da stupirsi se lo staff di Obama parli apertamente del Tycoon come di un bugiardo. Né è possibile che a Trump l’informazione sia arrivata dall’intelligence. Per mettere sotto controllo i suoi telefoni, il Dipartimento di Giustizia avrebbe dovuto avere prove pesanti contro di lui, tali da convincere un giudice federale ad autorizzare le intercettazioni. Di sicuro c’è solo il fatto che la Casa Bianca sta lavorando intensamente per demolire il più possibile l’eredità di Obama, soprattutto in tema ambientale. Provvedimenti considerati estremamente pericolosi, non solo per gli Stati Uniti ma anche per il resto del pianeta. Il tutto mentre è in arrivo un nuovo muslim ban, dopo che il precedente è stato bocciato dalla magistratura americana. L’America per prima, era lo slogan di Trump. Difficile comprendere ora a quale primato miri in realtà.


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