Usa 2016, Matthew si abbatte anche su campagna elettorale

Non sono ancora loro i comandanti in capo, ma Donald Trump e Hillary Clinton lo sanno che l’uragano Matthew sarà un banco di prova anche per loro. Così, mentre le notizie in arrivo dal sud del Paese scalzano la campagna elettorale dai titoli dei telegiornali, dalle prime pagine dei giornali, i due candidati fanno sentire la propria voce e assicurano vicinanza; si appellano alla popolazione affinché segua gli ordini delle autorità. Hillary rischia l’accusa di cinismo e, mentre chiede di posticipare la scadenza per la registrazione alle liste elettorali in Florida, swing states per eccellenza, richiesta rifiutata nella notte dal governatore, investe 63.000 dollari in uno spot elettorale da mandare in onda per cinque giorni su Weather Channel, il canale meteo che in questi momenti diventa tra i più visti dell’intero Paese. Donald Trump ne parla durante un Town Hall in New Hampshire: “Sembra che sarà grande. Sembra che sarà pericoloso. Cercate riparo”, riassume il candidato repubblicano in quella che sembrava voler essere la prova generale del faccia a faccia che ci sarà domenica. Questa volta arriverà più preparato, più concentrato, più cattivo, era stata la promessa: “Mi sono trattenuto l’altra volta”, ha ammesso lui pubblicamente. Che sia stata una scelta o una necessità, adesso sa che non c’è più tempo da perdere, ma quello che si è visto sul palco non fa dormire sonni tranquilli ai repubblicani: tempi di risposta sforati, resistenza minima a domande amiche. Hillary non si sta preparando. Hillary si sta riposando. L’attacco all’adversaire non è mancato, ma il messaggio “io sono il cambiamento, lei non ha mai ottenuto risultati”, quello, non è riuscito a farlo passare.

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