Usa 2016, Wall street punta su Hillary Clinton

Sette sedute negative di fila per il più importante indice azionario americano, l’S&P 500. Non succedeva da cinque anni. E non è che le borse europee o asiatiche stiano andando molto meglio. Cosa succede sui mercati? È davvero corretto parlare di “effetto Trump”, di timori legati alla possibile elezione di un Presidente di rottura rispetto agli ultimi otto anni targati Obama? La rimonta nei sondaggi del tycoon come effetto certo ha solo quello di aumentare l’incertezza. Tutti i grandi operatori finanziari scommettevano su una larga vittoria della Clinton e in realtà ancora ci puntano. Semplicemente, visto che la Borsa di New York viaggiava già in prossimità dei massimi storici toccati ad agosto, ora tirano un po’ i remi in barca e si mettono in attesa di vedere cosa accadrà l’8 novembre. Guardando i numeri, infatti, la discesa dell’indice delle 500 società più grandi è molto contenuta. Sette cali di fila, sì, ma di piccola entità, e il saldo complessivo è di appena il 2,8 per cento in meno rispetto a otto giorni fa. Se gli operatori stanno momentaneamente alla finestra, come si schierano le lobby di Wall Street? I settori delle biotecnologie e del petrolio tifano Trump; le banche e il comparto finanziario assicurativo sostengono Hillary. La moglie di Bill Clinton, se eletta, dovrebbe infatti sponsorizzare una politica monetaria della FED in continuità con la cautela finora scelta dalla Presidente Yellen, mentre Trump, come ha di recente dichiarato, vorrebbe cambiare la guida della Banca centrale americana, il cui mandato scade tra poco più di un anno. A proposito di FED, a pesare sui mercati è anche l’incertezza per un possibile aumento del costo del denaro nella riunione di dicembre. Ma in questo caso la Yellen guarderà più ai dati in arrivo dall’economia reale che non all’esito della corsa presidenziale.


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