Affronte e Zanni lasciano il M5S. Grillo: paghino penale

Il fallimento del passaggio ai liberaldemocratici e il ritorno con la coda tra le gambe tra le braccia di Nigel Farage ha lasciato tra i 5 Stelle europei ferite che molti descrivono come difficilmente sanabili e che portano alle prime defezioni. Il primo a sbattere la porta è Marco Affronte, che lascia i pentastellati per confluire nei Verdi, accusando i suoi ex vertici di aver gestito in modo dilettantesco la vicenda Alde e invitando gli attivisti a riflettere sulla piega che ha preso il Movimento. Poche ore dopo è il turno di Marco Zanni, che decide però di passare al gruppo di Matteo Salvini e Marine Le Pen. Una terza deputata, Daniela Aiuto, cambia invece idea in zona Cesarini: chiede l’ingresso nei Verdi, lo ottiene, ma poi decide di restare nei 5 Stelle. A pesare pare anche l’ipotesi di penale da 250.000 euro prevista per chi cambia casacca dal codice di comportamento firmato al momento della candidatura, codice definito da Affronte come “carta straccia”. “Vediamo, credo che, da quello che ho sentito da legali, sia addirittura anticostituzionale questo contratto e che in realtà era un foglio di carta, firmato effettivamente, però prima della candidatura. Dubito che arriveranno alla mossa che definirei vergognosa di utilizzare questi mezzi. Se lo faranno ci tuteleremo dal punto di vista legale”. L’affondo di Beppe Grillo, però, non ha tardato ad arrivare. “Chi abbandona i 5 Stelle si dimetta o paghi 250.000 euro. Li devolveremo ai terremotati” scrive sul suo blog. La penale però potrebbe non reggere di fronte a un giudice, poiché in aperto contrasto con il divieto di vincolo di mandato previsto dalla Costituzione. Una sua bocciatura, peraltro, spunterebbe un’arma di ricatto nei confronti di molti altri esponenti 5 Stelle che l’hanno sottoscritta, a partire dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi.


  • TAG
Autoplay

Playlist Correlate