Alfano, su migranti Italia non accetta lezioni da Ue

“L’Italia non è disponibile a diventare la Ellis Island d’Europa”, dice il Ministro dell’interno Alfano ai suoi colleghi europei nel vertice di Lussemburgo, paragonando le nostre coste al luogo dove a New York sbarcavano le migliaia di migranti in cerca di fortuna. Ma sul tema immigrazione le posizioni dei ventotto restano molto distanti. Germania, Austria e Svezia, tra i Paesi in cui attualmente il Trattato di Schengen è sospeso, chiedono di prorogare il periodo di sei mesi di controlli alle frontiere interne, mentre la Francia punta il dito contro l’Italia, che non registrerebbe tutti i migranti in arrivo, mettendo così a rischio la sicurezza. Accuse rimandate indietro dal titolare del Viminale. “Noi abbiamo le impronte di registrazione al 100 per cento e sui temi della sicurezza non accettiamo lezioni da nessuno, perché il nostro è un Paese che fin qui è stato sicuro e in cui la prevenzione fin qui ha funzionato. Quindi, possiamo dare lezioni, ma non certamente prenderle”. “Con il flop del piano di ricollocamenti verso gli altri Stati membri, la situazione in Italia è pesante e difficile – dice in Consiglio il nostro Ministro dell’interno – e senza solidarietà l’Europa rischia di crollare”. L’Italia punta sul piano di investimenti comuni in Africa per frenare le partenze dei migranti economici, ma la strada è ancora lunga. “O l’Europa ha la forza e il coraggio di mettere mano al portafoglio e fare con un po’ di paesi africani e con la Libia lo stesso accordo che ha fatto con la Turchia, in modo tale da stoppare la rotta nostra, quella del Mediterraneo centrale, o il resto sono chiacchiere”. È ancora in stallo anche la riforma dell’accordo di Dublino, che oggi impone l’accoglienza del richiedente asilo al paese di primo ingresso, scaricando quasi tutte le responsabilità proprio su Italia e Grecia.

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