Grillo: votate su nuove regole, fuori chi non le rispetta

Se la missione è compiuta lo dirà il futuro prossimo. Beppe Grillo lascia Roma dopo due giorni di incontri serrati con deputati e senatori a 5 Stelle, quelli che il Movimento chiamava (e probabilmente ricomincerà a chiamare) i portavoce. Il ritorno al passato, all’“uno vale uno”, all’unità, è stata la grande missione di Grillo e Davide Casaleggio nella Capitale. Metodo assembleare, con il capo politico e l’erede del fondatore in attento ascolto: candeline per il settimo anno, quello delle crisi, tradizionalmente, e ridimensionamento del Direttorio che, forse, nelle valutazioni del vertice, ha creato più problemi di quanti ne abbia risolti. Si può fare a meno di un leader sul campo, forse, o forse no, se è vero che a cena con Grillo e Casaleggio è andato solo Luigi Di Maio. Intanto, il capo politico posta un video sul suo blog, invita a votare sino al 26 ottobre il nuovo “Non Statuto”. Le regole ci sono e sono chiare – dice Grillo –, chi non le segue è fuori, anche se a deciderlo saranno tre probiviri, anche loro scelti dalla Rete, in autonomia, o con il capo, che vuole – dice – un paravento, stanco com’è di ricevere una querela al giorno. Beppe lascia Roma, ma non l’attenzione per la Capitale, centro geopolitico del Movimento, per il presente e per le ambizioni future. Poche ore, e i nuovi assessori, Andrea Mazzillo al bilancio e Massimo Colomban alle partecipate, saranno presentati al Consiglio. È soprattutto Mazzillo atteso alla prova. Il PD chiede lumi sul reale stato del bilancio, dopo l’allarme lanciato dal (forse) ex ragioniere generale Stefano Fermante. “Stiamo lavorando velocemente, siamo scesi per fare una variazione di bilancio a favore dei municipi, soprattutto per quanto riguarda le politiche sociali. Stiamo lavorando per nuovi fondi e naturalmente, in previsione del previsionale. Cioè, finalmente a Roma si potrà fare una vera previsione di spesa”. “Good movement, bad moments”: lo ha detto Grillo, lo spazio per le interpretazioni è ampio, magari i brutti momenti sono quelli legati alle sorti, anche giudiziarie, dell’assessore all’ambiente, Paola Muraro, che si è detta certa della fiducia di Virginia Raggi. Il vicesindaco conferma. “Ogni giorno mi pone la stessa domanda, quindi mi spiace rispondere, ve l’ho già risposto cinque secondi fa, stamattina e ieri, e la risposta è sì, è affermativa”. Ripetere giova, però, anche perché i giorni non sono come i portavoce del Movimento: uno non è sempre uguale a un altro.

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