Inchiesta Consip, le tappe della vicenda giudiziaria

È il 1° marzo scorso, la Procura di Roma arresta Alfredo Romeo: l’accusa è di corruzione. Tra il 2014 e il 2016 l’imprenditore campano avrebbe versato 100.000 euro a Marco Gasparri, alto dirigente Consip, in cambio di informazioni sulla gara più grande d’Europa, una torta di oltre due miliardi e mezzo di euro. Sarà l’unico arresto di un’inchiesta al veleno avviata a Napoli e poi trasferita nella capitale per competenza, condotta nelle sue fasi iniziali dai carabinieri del NOE. Gasparri è l’uomo che svela ai Pm napoletani il presunto giro di mazzette all’interno di Consip, la società per azioni incaricata dell’acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche. Nell’ufficio dell’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Marroni, gli inquirenti fanno allora piazzare delle cimici. Pochi giorni dopo l’Ad dispone la bonifica del suo studio, una coincidenza sospetta per i magistrati che decidono così di interrogarlo. E Marroni, renziano della prima ora, come un fiume in piena racconta la sua versione dei fatti e fa i nomi dei presunti autori della fuga di notizie. Tira in ballo Luigi Ferrara, Presidente Consip, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Del Sette, il Comandante della Legione toscana Saltalamacchia, il Ministro Luca Lotti. Nomi eccellenti che finiranno poi a vario titolo tutti iscritti sul registro degli indagati. L’affare Consip inizia così ad avere forti ripercussioni politiche. E politicamente delicato è anche un pizzino sequestrato ad Alfredo Romeo su cui si legge “30.000 al mese per T e 5.000 ogni due mesi per CR”. Per gli investigatori la “T” sarebbe riconducibile a Tiziano Renzi e le due cifre “CR” al faccendiere toscano Carlo Russo, poi entrambi indagati per traffico d’influenze. Sarà sempre Marroni, ormai il grande accusatore, a confermare ai magistrati le pressioni ricevute dal papà dell’ex Premier per facilitare Romeo nell’aggiudicazione degli appalti tramite Carlo Russo. E tra dissidi fra procure, revoca delle indagini al NOE, presunti depistaggi e un capitano indagato per falso, da lì in poi l’inchiesta Consip sarà un colpo di scena dietro l’altro.


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