M5S: regime pensioni Parlamento sia stesso degli altri

I 5 Stelle presentano la loro proposta per abolire i vitalizi ai parlamentari e la prima cosa da chiarire è che i vitalizi sono già stati aboliti nel 2011 e chi è stato eletto parlamentare per la prima volta nel 2013, fra cui un gran numero di 5 Stelle, percepirà una pensione con il metodo contributivo, cioè secondo quanto ha effettivamente versato. Stiamo, quindi, parlando di 401 deputati e 193 senatori, secondo i calcoli del sito openpolis.it. Siccome la legge non è retroattiva, i vitalizi restano, invece, in vigore per i parlamentari delle legislature precedenti. Qual è, allora, il motivo per cui i 5 Stelle lanciano, con la grancassa del blog di Grillo, questa loro proposta? Eccolo. Un parlamentare a 65 anni può andare in pensione. Se resta in carica almeno quattro anni, sei mesi e un giorno prende 900 euro di pensione; se, invece, resta in carica almeno dieci anni, va in pensione a 60 anni con oltre 1.200 euro di pensione. Per questa non indifferente disparità, che rimane con il regime pensionistico degli altri cittadini, i 5 Stelle parlano di vitalizi mascherati. “Approvando questo foglio di venti righe, noi abbiamo la possibilità di abolire un privilegio medievale che esiste ancora in questi palazzi e che grida vendetta rispetto a quello che c’è lì fuori”. Perché i parlamentari siano uguali agli altri basta una decisione degli uffici di Presidenza di Camera e Senato, spiega Di Maio, non come per la proposta di legge del deputato PD Matteo Richetti che, ecco l’accusa ai democratici, è una scusa per far vedere che si vogliono abolire i privilegi, mentre la stessa maggioranza, che l’ha presentata, neanche l’ha mai fatta calendarizzare. Dal PD, però, si replica che quella legislativa è la via migliore e si rilancia la sfida a convergere sulla loro proposta, ma i 5 Stelle tirano dritto e avvertono: “Se non ci ascolteranno, ogni giorno ci presenteremo da Boldrini e Grasso con un pensionato diverso per fare pressione”.


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