Militari italiani in Lettonia, opposizioni all'attacco

È polemica politica davanti alla notizia del contingente di militari italiani schierato, a partire dal 2018, in Lettonia a difesa della frontiera esterna della NATO con la Russia. Le opposizioni insorgono e chiedono all’Esecutivo di riferire al più presto in Parlamento. Attacca a testa bassa il Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo sul suo blog accusa: “Questo Governo di pavidi rischia di trascinarci verso la guerra” e lancia l’hashtag “io voglio la pace”. Alessandro Di Battista punta il dito contro Matteo Renzi e Giorgio Napolitano: “Chinano la testa, ma la Russia è un partner essenziale, non un nemico”. I deputati pentastellati delle Commissioni esteri e difesa rincarano la dose: una mossa che rischia di esporre il nostro Paese a scenari bellici e ci riporta indietro di trent’anni. Mosca è un partner strategico per il futuro dell’Italia. C’è chi parla di scenari da guerra fredda, mentre il Segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, parla di follia antirussa: “Chi fa prove di guerra con la Russia è matto o in malafede”, dice il leader del Carroccio; “Armi e soldati usiamoli contro l’Isis, non contro chi lo combatte”. Anche il Capogruppo dei deputati di Sinistra italiana, Arturo Scotto, chiede alla ministra della difesa Pinotti di riferire al più presto in Parlamento: “Non si può riportare indietro la storia ai tempi della guerra fredda. Neanche la NATO”, spiega. “Il Parlamento italiano è sovrano ed è quello il luogo dove si compiono queste scelte”.

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