Populisti, il vento che soffia anche in Italia

Oramai è diventata una parola di uso comune: populista. È un vento che soffia nel vecchio continente e gira e rigira negli Stati Uniti unendo tutto il cosiddetto Occidente. Populiste sono tecnicamente quelle forze politiche che puntano a ridare la parola al popolo, ai cittadini. Spesso gli slogan in Europa, così come in Italia, sono: “devono contare i cittadini e non i banchieri, l’élite, le classi dirigenti considerate obsolete”. Il rischio è, però, sfociare nel campo della demagogia. Il Movimento 5 Stelle, nato come forza politica antisistema, da sempre mette in discussione l’Unione europea e la sua moneta, tanto da proporre un referendum per uscire dall’euro. Beppe Grillo ha sempre argomentato: “Nessuno ci aveva chiesto di entrare nell’euro, noi vogliamo chiedere ai cittadini se ci vogliono restare”. I 5 Stelle mettono in discussione l’Europa, ma con qualche contraddizione emersa ultimamente dal caso del mancato accordo con il gruppo dei liberali al Parlamento europeo, che ha messo a sua volta in rilievo lo scollamento tra chi in Europa lavora, gli eurodeputati 5 Stelle, e chi in Italia prende le decisioni, cioè il quartier generale di Grillo e Casaleggio. Molto esplicita e netta la posizione del Carroccio guidato da Matteo Salvini: “La moneta unica ha fallito. Se fossi Premier non si starebbe qui a morire di euro”. Stessa considerazione anche sulla NATO, il cui ruolo – afferma Salvini – “va ridiscusso e ripensato, perché è un’alleanza difensiva che non ci difende dalle emergenze”. Stessa linea, dunque, rispetto a quella radicale annunciata da poco da Marine le Pen, che prevede addirittura una Frexit. Poi, in Italia, c’è la destra dei Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni. Con la Lega solo una settimana fa ha unito le forze a Roma in nome della sovranità. “Dobbiamo riprendercela” ha affermato e diciamo “no” agli interessi di pochi capi di Stato.


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