Referendum, Renzi. maggioranza silenziosa è con noi

Evitare il rimpianto del giorno dopo bloccando quel cambiamento che gli italiani, tanto a sinistra quanto a destra, reclamavano da anni. Matteo Renzi continua a girare l’Italia per sostenere il “sì” al referendum e, dopo il “mea culpa” sull’eccessiva personalizzazione, torna a parlare di bivio, oltre al quale nulla potrà essere più come prima. “Le riforme – ripete il premier – significano semplificazione e nuove opportunità per il Paese. Rinunciarvi significa perdere un treno che, al massimo, ripasserà tra vent’anni”. Parole volutamente forti, a cui lega ancora una volta il suo destino: “Ci vuole un Governo forte, solido, tosto. Non possiamo avere un Governo che governicchia e galleggia. È vero che ormai sono da due anni e mezzo a Roma. Io sono sempre il solito. Io sono sempre il solito boyscout di provincia, di Rignano sull’Arno, che non può accettare di diventare come gli altri che, per tenersi la poltrona aggrappata, stanno attenti a tutto. Si fa politica perché si devono cambiare le cose. Non si fa politica perché, almeno, rimani aggrappato alla tua poltrona”. Non risparmia bordate per il fronte avversario: “Chi vota ‘no’ lo fa per poltrone perse o non avute”. Dalla sua, l’ex Presidente della Camera, Luciano Violante: “Questa riforma è la chance per avere Governi più stabili”. Un assist in un giorno in cui lo spread torna a crescere. Per il premier non può considerarsi un caso: “Vedo lo spread aumentare. È ovvio. Se c’è incertezza, è ovvio che lo spread aumenta. Non è una minaccia. È un dato di fatto, una constatazione”. Quasi scaramanticamente, ammette che i sondaggi sembrano non favorevoli. “Meglio così. – ironizza Renzi – Visto quanto accaduto negli Stati Uniti, i sondaggi contro portano fortuna”.


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