Vaccini, potrebbe slittare a giovedì il voto sul decreto

Il Governo pensa al voto di fiducia, la Lega lavora per preparare la trappola dei voti segreti. La battaglia parlamentare sul “decreto vaccini” è fatta di reazioni a catena perché la Lega Nord si mette a raccogliere le firme per votare segretamente su alcuni emendamenti. Ne ha in mano venti di firme, più del necessario. Ora deve solo presentarle. Il Governo, allora, si cautela autorizzando la richiesta di fiducia ma la tiene come extrema ratio nel caso la situazione in aula dovesse precipitare. Contraria alla fiducia è Forza Italia che, però, ha contribuito a respingere le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Il testo che è approdato in aula prevede meno somministrazioni obbligatorie e sanzioni più basse. I vaccini, obbligatori per l’iscrizione nei nidi e nelle scuole materne pubbliche e private italiane, passano da dodici a dieci, divisi in due punture: esavalente, antipolio, tetano, difterite, epatite B, haemophilus influenzae di tipo B e pertosse e quadrivalente, antimorbillo, parotite, rosolia e varicella. Quattro saranno i vaccini raccomandati offerti gratuitamente in base all’anno di nascita previsto dal calendario vaccinale, con chiamata attiva delle ASL quelli contro il meningococco B e C, il rotavirus e il pneumococco. A calare sono anche le sanzioni: per la frequenza scolastica fino a 16 anni senza vaccini la sanzione scende dai 7.500 ai 3.500 euro, i genitori non rischiano più la sospensione della patria potestà in caso di libretto non in regola ma un’anagrafe vaccinale nazionale registrerà e aggiornerà la situazione anno per anno. Il prossimo sarà, comunque, un anno di transizione perché entro il 10 settembre basterà una autocertificazione o la prenotazione all’ASL del vaccino. Entro il 10 marzo 2018, però, i libretti dovranno essere in regola.


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