Cannes 2019: Il commento di Hakim Zejjari

È quasi mezzanotte, abbiamo Finalmente… finalmente quasi finito la 72° edizione del Festival di Cannes. Siamo distrutti. 12 giorni di passioni, di emozioni, ma anche di grandi incazzature per alcune opere, ma adesso abbiamo appena intervistato il meraviglioso Bong Joon-ho, il regista sudcoreano che ha presentato il suo film che ha vinto la Palma d'Oro con "Parasite", una dark comedy che si trasforma in una specie di lotta di classe allucinogena e che ha conquistato praticamente tutti i critici del festival. Quindi Palma d'Oro alla Sud Corea. Miglior attore, un'altra cosa molto bella che è successa quest'anno, miglior attore Antonio Banderas, che dopo anni di "gallina Rosita", finalmente torna sotto l'ala, sotto il suo mentore Almodovar, il grande attore che aspettavamo tutti. Un'interpretazione straordinaria in "Dolor y gloria". Fischi, da parte dei critici, per il premio alla regia ai Dardenne. Diciamo che è piuttosto anacronistico che i Dardenne vincano la regia in un anno in cui c'è stato Tarantino, che perché può essere criticabilissimo ma comunque il film è molto ambiguo e ha lasciato in molti perplessi. Un ex aequo anche, il premio della giuria è andato ai " Misérables" che è stato un po' il colpo di fulmine di tutti il primo giorno di festival di Ladj Ly che è un giovane regista di 39 anni, che ha fatto il suo primo film. Un regista che viene dalle banlieue, che le sa raccontare da dentro senza sensazionalismi, né paternalismo, senza manicheismi soprattutto. Sto continuando a dire "ismi" perché non sa più che dire. Non ne posso più. È stato bellissimo.

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