Fortunato Cerlino a Venezia 76 con il corto Happy Birthday

Guarda questo è un progetto che appena ho letto, ho capito di volerlo fare. Perché é un materiale poco conosciuto, tu, per esempio, quando dico Ikiko Mori, tu che fai? Te ne scappi? E un po' fatto anch'io così. Nel senso che sai si parla di un disagio che ha già un nome esotico quindi dici ma perché che me ne importa di questa cosa e invece un disagio, simbolo della nostra epoca. Perché gli Ikiko Mori detto in poche parole, sono soggetti non sempre o perlomeno non soltanto giovanissimi che rifiutano i valori della società. I valori che noi sani condividiamo e si creano un mondo virtuale. Ora la cosa che è stupefacente è che non è per niente un disagio che ha a che fare con la depressione, questi soggetti sono attivissimi si creano un altro mondo virtuale, usando la tecnologia a disposizione e li sono vivi. Io ho letto le chat che si scannino fra di loro e con grande passione, quasi rivoluzionaria, chiedono un mondo diverso. Chiedono un mondo di condivisione, un mondo empatico, un mondo che non si basi soltanto sulla dimostrazione sulla performance. Quindi è uno di quei disagi verso i quali non possiamo essere indifferenti perché riguarda anche i cosiddetti sani.

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