Climate Crisis, Parisi: paesi poveri non paghino di più

08 ott 2021

"Si parla tanto di cambiamenti climatici. Oggi lei parlandone ha usato un termine che mi ha colpito. Ha detto che i Paesi ricchi dovrebbero avere la decenza di pensare a uno sviluppo sostenibile anche per gli altri. Me lo spiega meglio?", "Io penso che l'idea che i Paesi in via di sviluppo debbano pagare più dei Paesi in via di sviluppo.. che i Paesi poveri, diciamo, debbano pagare più dei Paesi ricchi per contrastare il cambiamento climatico mi pare una proposta indecente. Quindi, a parte tutte le considerazioni politiche generali, è assolutamente contrario al senso comune che i Paesi in via di sviluppo debbano pagare troppo. Cioè non si può pensare, concretamente, che si possa fare il cambiamento climatico fermando i consumi dei Paesi ricchi dove sono e fermando i consumi dei Paesi poveri dove sono". "Quest'anno di pandemia ci ha insegnato, forse, che la Scienza deve essere ascoltata prima che le cose succedano", "Esattamente, deve essere ascoltata prima e deve essere data alla Scienza tutti gli strumenti per poter prevedere, per poter lavorare in anticipo. Quindi è assolutamente necessario per prevenire le prossime pandemie fare degli strumenti internazionali tipo una rete di Centri di Ricerca sulle pandemie coordinati. Cioè è assolutamente.. Sono problemi mondiali che devono essere affrontati a livello planetario", "Quanto siamo in ritardo per riuscire davvero a fermare il declino del mondo?", "Guardi, siamo in ritardo però il punto è questo: non è tanto quanto siamo in ritardo quanto vogliamo farlo sul serio o vogliamo solo far finta per salvarci le coscienze", "Che sensazione ha avuto da questo incontro, un vertice internazionale, però la sensazione è sempre un po' che i Parlamenti in realtà manchino", "Le parole ci sono. Il problema è quando poi.. quando si tratta di passare ai fatti di fare delle cose che incidono sul livello di vita delle persone, in qualche modo, perché è chiaro che se noi impediamo alle persone di usare troppa aria condizionata d'estate e troppo riscaldamento d'inverno staranno un po' peggio però lo devono fare. Però bisogna vedere se i Governi hanno poi la capacità, la voglia, l'interesse poi di farlo rispettare qualcosa del genere. Perché mi pare che sono vent'anni che ci siano a Roma, penso in tutta Italia, grida che dicono che le temperature domestiche d'inverno non devono superare i 20°. Però io vedo quasi tutte le case a 22-23°. Quindi è un problema che poi non è di facile risoluzione. Però se ci si lamenta a fare le grida "non deve succedere questo" e poi pensare come si può fare per correggere le cose, per fare rispettare i limiti di temperatura, che poi adesso sono solo in inverno, non ci sono dei limiti di temperatura d'estate, quindi è un problema però se non si fa qualcosa del genere, non si fa una campagna vera di convinzione della popolazione, non andiamo molto avanti". "Le faccio un'ultima domanda. Papa Francesco ha detto che questa è l'ultima generazione che può veramente salvare il mondo. Lei pensa che davvero non abbiamo più tempo? Questa è l'ultima generazione che può fare questa cosa?", "Il problema è che se non agiamo adesso poi più andiamo avanti e più diventa difficile. L'abbiamo visto col Covid che più prendono.. più le misure sono prese tardi più la situazione sfugge sotto controllo e più ci vuole tempo per andare a posto. Quindi è chiaro che se non si agisce adesso saremo in un disastro completo tra 50 anni. Poi forse il mondo se la cava ma vorrei evitare di tornare all'età della pietra".

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