In 10 selfie, l'Italia già pronta per transizione ecologica

09 apr 2021

È un Paese che sa ben vedere i propri difetti, l'Italia, faticando invece a mettere a fuoco i suoi punti di forza. Lo ha fatto Fondazione Symbola, scattando al nostro Paese, dieci selfie inediti, perchè finalmente virtuosi. Fotografie che spezzano la consuetudine, ad assegnare forse, troppo spesso la maglia nera all'Italia. Pensate, definita in questo rapporto una superpotenza, in tema di economia circolare. A dispetto di quel che molti pensano, siamo il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti, il 79,3%, un'incidenza quasi doppia, rispetto alla media europea e superiore a Francia, Regno Unito, Spagna, Germania, con un risparmio annuale pari a 23 milioni di tonnellate di petrolio e a 63 milioni di tonnellate di CO2. Siamo il più grande operatore, nel settore delle rinnovabili, con Green Power, controllata di Enel e i suoi 47 GW di capacità gestita, proveniente da impianti eolici, solari, geotermici e idroelettrici poi, 432 mila imprese, che hanno investito in prodotti e tecnologie Green e ancora, grazie al numero di brevetti depositati, basse emissioni di CO2 e politiche ambientali, l'Italia si posiziona al secondo posto nel mondo, nel Green Complexity Index, dopo Germania e seguita da Stati Uniti, Austria, Danimarca e Cina. Altro dato, forse poco noto, la nostra agricoltura è tra le più sostenibili in Europa, con una quantità di emissioni pari a 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, nettamente inferiori, dunque, a quelle di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. "Sempre in Europa, noi siamo quelli che hanno, il maggior numero di imprese giovani e femminili, in agricoltura, il che significa che abbiamo un settore che attrae nuove energie, non è soltanto un'eredità del passato". Con un virus che continua a correre, farà piacere sapere che, nel settore farmaceutico, l'Italia conferma un ruolo di leadership per produzione con 32,2 miliardi di euro, subito dopo la Germania, seguita da Francia, Regno Unito e Spagna, registrando nel 2019 un valore in crescita pari a 34 miliardi di euro. "Se fossimo, ciò che siamo capaci di fare, rimarremmo letteralmente sbalorditi". Sbalorditi, pur restando pragmaticamente focalizzati sugli obiettivi ancora da raggiungere. "La domanda a questo punto è: basta questa cosa? E la risposta è chiaramente, no. È un punto di partenza, sulla scala dei problemi che noi abbiamo davanti e soprattutto sulla scala dei ritardi, che noi abbiamo fatto, come società avanzata, non solo l'Italia, tutti i Paesi, sulla scala dei ritardi, questo è un punto di partenza, ma c'è un lavoro enorme da fare".

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