25 aprile, in 70.000 sfilano a Milano

È importantissimo mantenere la memoria storica e tramandare quanto è stato fatto per la libertà in passato e riconoscere che la libertà è un dono da conquistarsi ogni giorno. È prevalentemente importante per i giovani, specialmente per noi che non abbiamo visto cosa potesse essere il fascismo. Partigiani, giovani, meno giovani,famiglie, associazioni, ONG, centri sociali e istituzioni, sono 70.000 le persone che hanno preso parte al tradizionale corteo milanese il 25 aprile. Secondo gli organizzatori alla partenza, accompagnata dalle note di Bella Ciao, ci sono il Sindaco di Milano, Beppe Sala, il Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, i segretari delle sigle sindacali e tanti Sindaci e amministratori che hanno raggiunto Milano, per prendere parte alla manifestazione che vede in testa i rappresentanti dell'Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani. “La grande partecipazione è la migliore risposta alle provocazioni fasciste”, ha detto al suo arrivo il Segretario democratico. I partigiani e la resistenza ci hanno dato la libertà e ci hanno dato la democrazia e oggi onorare quel sacrificio umano vuol dire crederci e quindi creare lavoro e chi non lo capisce è lontano dagli italiani. “Il lavoro non è finito, nessun passo indietro”, ha commentato il sindaco di Milano che ha anche confermato i nove fermi scattati tra gli ultras, otto della Lazio e uno dell’Inter che il 24 aprile hanno esposto uno striscione che inneggiava a Mussolini, non lontano da Piazzale Loreto. È necessario oggettivamente impegnarsi di più e dimostrare che questa, certo non è una festa di parte, però non è nemmeno una festa di tutti, il minimo prerequisito è che è la festa di crede nei valori della democrazia e della libertà. “La lotta alla mafia non si ricorda solo oggi”, ha detto il segretario della CGIL Maurizio Landini, commentando la scelta di Salvini di essere in Sicilia invece che alle celebrazioni per la liberazione. “Libertà, democrazia e lavoro sono un unicum” ha aggiunto dal palco il segretario della CISL, Annamaria Furlan. “Studiare la storia, per non dimenticare e difendere la nostra Costituzione è la strada da percorrere”, ha aggiunto ancora la Presidente nazionale dell'Anpi.


  • TAG