"A Casa nostra, cronache da Riace", di Rizzo e Bonaccorso

C'è Blessing, immigrata dalla Nigeria, che tenta in tutti i modi di trovare un lavoro alla sorella, per consentirle di restare in Italia, anche con le nuove regole del Decreto sicurezza. C'è poi l'inferno dello Slum di San Ferdinando, la baraccopoli fuori Reggio Calabria, formalmente sgomberata lo scorso marzo, con le sue regole e il racket dell'acqua calda. Storie che si incrociano in questo racconto dei migranti in Italia, fatto delle matite di Bonaccorso e dalla penna di Rizzo. Un passaggio sulla terraferma, che fa di "A Casa Nostra, Cronaca da Riace", un ideale seguito di "Salvezza", casoletterario dell'anno scorso sul salvataggio dei migranti, raccontato dall'Aquarius dell'ONG SOS MEDITERRANEE e Medici senza Frontiere. Dalle acque del Mediterraneo alla Calabria. Anzitutto è un problema anche geograficamente più vicino. È un problema che, possibilmente, tocca milioni di italiani, che magari hanno dei contatti quotidiani con il mondo dell'accoglienza, sia perché magari ci lavorano, o semplicemente perché c'è un centro d'accoglienza dietro casa. Quindi se può sembrare lontano il fenomeno della migrazione visto dal punto di vista dei soccorsi in mare, invece, spesso questo è considerato vicino e forse per questo il tema dell'accoglienza, ancora più dei salvataggi, è al centro di polemiche e discussioni. Devo dire che San Ferdinando è stato probabilmente l'esperienza più complessa. Non c'è una fogna, non c'è elettricità, non c'era acqua, non c'era nulla. Solo veramente disperazione, un vero e proprio buco nero. D'altro canto, il disegno mi è servito anche lì, perché non potevamo fare fotografie e allora ho usato il disegno, che è stato un modo per entrare subito in confidenza con queste persone. Nel titolo, il riferimento forte a Riace, diventata prima modello di convivenza tra italiani e migranti e poi obiettivo di critiche al sistema di accoglienza degli SPRAR. In mezzo, un'inchiesta giudiziaria ancora in corso, che vede indagato l'ormai ex Sindaco Mimmo Lucano, presente alla prima milanese del libro. Mi ha colpito di più quello che riguardava un murales chec'è a Riace, nel villaggio globale. È un murales in cui c'è racchiusa la storia della migrazione riacesi, dell'immigrazione. Quasi un Istant Book, che riaccende la luce su una parte del nostro Paese, che a tratti si stenta a riconoscere come Italia. Il finale è però una speranza: il volto sorridente di chi ce l' ha fatta, Buba, da venditore di ghiaccio in Libia a pizzaiolo a Gioiosa Ionica.


  • TAG