A Ragusa il Festiwall, street art tra centro e periferie

Hanno occupato gli spazi vuoti o abbandonati, hanno osservato le pareti bianche o scrostate, rovinate dalle intemperie e rese anonime dal tempo, con quello sguardo che solo l'artista possiede. Hanno fatto propri quei luoghi e li hanno restituiti alla città, come opere d'arte. Per una settimana le strade della periferia, come i vicoli del centro storico di Ragusa, sono stati laboratorio sperimentale per l'arte da strada del FestiWall, che per il quinto anno consecutivo ha portato in questo lembo di Sicilia, i migliori artisti del settore. Sei opere si sono così aggiunte alle 30, realizzate dal 2015. Ha scelto di dipingere il nuovissimo Skate Park, l'argentino Elian Chali, nel suo stile astratto e minimale, con quella sovrapposizione di linee ed elementi geometrici essenziali, che lo ha reso celebre nel mondo. Una Geisha si specchia nella vetrata che sta ripulendo, nell'opera di Case Maclaim, uno dei massimi sperimentatori della Street Art europea. Nella zona industriale si sono concentrati, l'artista polacco M-City, per rappresentare la sua idea di macchina che sovrasta l'individuo, per assecondare il ciclo di produzione e consumo, il muralista spagnolo Ampparito, apprezzato per il suo linguaggio concettuale e dissacrante, l'esponente di spicco del graffitismo argentino, Franco Fasoli, concentrato sullo sviluppo di temi sociali e politici, l'artista sardo Ciredz, ispirato dallo studio architettonico e paesaggistico dei "luoghi indecisi". Sotto gli occhi incuriositi e affascinati di abitanti e turisti, i sei artisti hanno così completato il percorso di analisi sul tessuto urbano, iniziato alcuni anni fa. Obiettivo: stimolare un dialogo tra immaginario collettivo e identità dei quartieri e contrastare, con l'arte e con il colore, quelle logiche di espansione edilizia, che non tengono quasi mai conto degli spazi a misura d'uomo che ogni città vorrebbe avere.


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