Aggressioni sui bus, gli autisti scioperano per due ore

Michele ha 40 anni, da 15 autista dell'Atac, 3 anni fa, mentre prestava servizio sulla linea 23, venne pestato a sangue da 3 giovani di nazionalità straniera, era intervenuto per difendere una ragazza. “Mi sono fatto 8 giorni in ospedale, 4 punti in testa, mi hanno rotto il ginocchio, mi sono dovuto operare, quindi sono stato quasi un anno a casa, sotto infortunio, tutto a spese mie”. Nella capitale, ma anche nella provincia, le aggressioni sui bus sono un fenomeno preoccupante. I sindacati hanno proclamato uno sciopero di due ore in tutta la regione per chiedere misure concrete e rapide, come cabine blindate, telecamere e dispositivi tecnologici su tutti i mezzi. “Quando hai una macchina che ti ostruisce il passaggio non devo dire togliti, stai dentro la cabina tua chiusa, telefoni, viene l'ispettore e ci pensa l'ispettore”. Questi sono i nuovi mezzi, questa è una cabina blindata, si sente sicuro così? “Decisamente più sicuro rispetto ad una cabina di guida aperta”. Ma c'è anche chi contro le aggressioni ha lanciato una proposta che ha suscitato non poche polemiche, organizzare delle ronde. “Oggi dopo 3 aggressioni in un giorno e l'ultima ieri sera a dei verificatori, a 4 verificatori aggrediti da due nigeriani, siamo arrivati al punto che i lavoratori si vogliono difendere da soli con le ronde”. Queste ronde ci saranno? “Beh credo proprio di sì, anche perché non è che vengono pubblicizzate, è un fai da te. Per me i lavoratori hanno ragione”. Il problema delle aggressioni agli autisti dei mezzi pubblici però non interessa soltanto la capitale. “L'altro ieri c'è stata un'aggressione a Napoli, c'è stata un'aggressione anche a Milano, ormai pare che sia il tiro a bersaglio l'autoferrotranviere”. L'Atac, contattata al telefono, preferisce non commentare la notizia. L'unica cosa che ci segnala la pubblicazione di un bando per il servizio di vigilanza entro qualche mese su autobus e tram, soprattutto sulle linee più pericolose ci saranno anche le guardie giurate, burocrazie e polemiche permettendo. “E' l'azienda insieme al sindacato che dovrebbe risolvere il problema”. “Il bigliettaio per me sarebbe la soluzione anche come protezione per il...” “Certo!” “Io la saluto perché c'è l'autobus”. Mentre si cercano soluzioni per garantire sicurezza agli autisti, ma anche ai passeggeri, nella periferia capitolina è andato in fiamme l'ennesimo bus, il ventiquattresimo dall'inizio dell'anno.


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