Bergoglio:"Politica non dimentichi promesse post-terremoto"

Un viaggio nel cuore ferito d'Italia, un viaggio nelle promesse non mantenute, nella distrazione della politica. poche ore del Papa a Camerino, ma che servono a riaccendere i riflettori sui ritardi della ricostruzione, sull'abbandono del territorio e che servono a riaccendere la speranza. La prima tappa del Papa è alle casette, le strutture provvisorie dove vivono i terremotati. Mamme e nonne in ogni casa, hanno organizzato un piccolo rinfresco per Francesco. Biscotti e bibite, come è tradizione fare per i parenti in visita. Bergoglio ascolta le loro storie, ripete incessantemente "non perdete la fiducia, abbiate speranza, Dio non dimentica nessuno ed ha il coraggio di ricominciare". Poi il Papa arriva qui, in piazza Cavour, cuore di Camerino, cuore della zona terremotata. Zona rossa inagibile abitualmente come inagibile è il Duomo, Duomo ferito. Il Papa guarda dentro la cattedrale, una cattedrale dove c'è la statua di Giuseppe ancora a terra, c'è la statua della Madonna sfigurata, anche sull'altare dove celebra messa c'è un Cristo in parte senza volto, il corpo colpito come sono colpiti gli abitanti. Con il caschetto bianco, Francesco entra nella Chiesa madre di Camerino, guarda crepe e crolli e ne respira il dolore. Nella diocesi, su 500 chiese ben 356 sono inagibili, spesso le messe vengono celebrate su tavoli da cucina trasformati in altar, all'aperto o nelle case, come se il cristianesimo fosse tornato alla semplicità delle origini. Poi, davanti ad alcune centinaia di persone, di più non potevano accedere, nella piazzetta con legno e acciaio a contenere gli edifici, il Papa celebra la liturgia. Sono passati quasi tre anni, il rischio è che dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, la tensione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più. Anche il Vescovo Francesco Massara fa un affondo: "qui c'è stato un altro devastante terremoto", accusa nei saluti finali, "quello delle promesse. Perché la ricostruzione si è lasciata ingabbiare dai lacci della burocrazia, generando sconforto e delusione". Ultimo appuntamento del giorno, l'incontro con i bambini della prima comunione, ma prima Francesco si spinge nel centro di Camerino, città fantasma, per andare a pregare la Madonna in uno dei tanti gioielli di fede e di cultura che terremoto e indifferenza lasciano devastati.


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