Caos rifiuti, mercoledì vertice con Costa, allarme scuole

Servono nuovi impianti, di quali e quanti sarà l'oggetto del vertice tra comune di Roma, Ministero dell'ambiente, regione Lazio mercoledì prossimo, senza interventi strutturali non si esce dalla crisi e la soluzione non è a portata di mano. Questo è evidente. La capitale produce giornalmente circa 4600 tonnellate di rifiuti. 750 quelle trattate a Rocca Cencia che è l'unico tmb funzionante di quattro. Due sono chiusi e lo saranno fino a fine novembre. Almeno il quarto, quello di via Salaria è andato in fiamme un anno fa e la procura ha aperto un'inchiesta per dolo. Le restanti migliaia di tonnellate di rifiuti vengono buttati in altri impianti fuori città e fuori Regione. Le Marche si faranno carico di 5500 tonnellate al mese, oltre quelle che andranno in Abruzzo. Ovviamente si tratta di misure tampone. E tutto questo ha un costo circa 200 milioni di euro l'anno, che vanno ad aggiungersi al deficit di Ama deve fare i conti con un Cda che si è dimesso quattro giorni fa per la sesta volta in tre anni e ora ha un nuovo amministratore unico, Zaghis, che almeno sul curriculum non ha esperienza nel settore. La sindaca Raggi si dice fiduciosa con i nuovi impianti resi disponibili dalle altre regioni e dice "la situazione si normalizzerà". Contro di lei è sceso in piazza in Campidoglio ieri Salvini che ha chiesto le sue dimissoni. La sindaca fotografa la situazione a Romae e dice che la raccolta è a macchia di leopardo. In diversi quartieri della capitale continuano a vedersi cumuli di rifiuti per strada, la preoccupazione cresce soprattutto per i cassonetti colmi e in alcuni casi stracolmi, vicino agli ospedali, agli istituti scolastici. Qui siamo davanti a una scuola primaria, proprio a due passi dal centro storico.


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