Caporalato, presentata in Puglia la prima filiera etica

Garantire ai lavoratori extracomunitari alloggi dignitosi che cancellino la vergogna dei ghetti, contratti finalmente regolari e un adeguato sistema di trasporto che scongiuri stragi come quelle degli scorsi anni non basta. Per sconfiggere il caporalato che ancora detta legge, anche sui braccianti italiani, va detto, nelle campagne pugliesi e di altre regioni meridionali occorre fare di più. Sarebbe opportuno, per esempio, tracciare, rendere cioè riconoscibili quei prodotti della filiera agricola che garantiscono l'etica del lavoro. Va in questa direzione l'esperimento, il primo in Italia, promosso dall'associazione internazionale anti caporalato NoCap, in collaborazione con Rete per la Terra e Gruppo Megamark. Funziona così. Megamark si impegna ad acquistare e mettere poi in vendita nei suoi 500 supermercati, sparsi in tutto il Mezzogiorno, prodotti agricoli garantiti dal bollino NoCap, che sarà rilasciato alle imprese agricole di trasformazione solo dopo accurate verifiche che non terranno conto soltanto del rispetto dell'etica del lavoro, ma anche di parametri come filiera corta, rifiuti zero e trattamento degli animali. Il progetto coinvolge al momento una ventina di aziende e un centinaio di lavoratori extracomunitari impegnati nelle campagne di Capitanata, Metapontino e Ragusano.


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