Consip, cinque rinvii a giudizio tra cui Luca Lotti

Un processo per accertare definitivamente la verità dei fatti, quelli che ruotano attorno all'appalto per servizi pubblici da 2,7 miliardi di euro chiamato FM 4 e gestito dalla Consip. Il Gup di Roma ha deciso che in questo processo sulla fuga di notizie relative a un'inchiesta in corso dovranno essere giudicate cinque persone e tra loro l'ex ministro Luca Lotti per favoreggiamento e l'ex comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette per rivelazione di segreto d'ufficio. L'indagine che li riguarda era partita dalle dichiarazioni di Luigi Marroni, all'epoca amministratore delegato della società di proprietà del Ministero dell'economia che gestisce gli appalti della pubblica amministrazione. Marroni, ascoltato come persona informata sui fatti in merito a presunte pressioni per l'assegnazione di alcune gare milionarie, racconta di essere stato informato di un'inchiesta della Procura da quattro persone: il presidente Consip Ferrara, il generale Saltalamacchia, l'allora ministro Lotti, uomo forte di Matteo Renzi, e Filippo Vannoni, altro amico di Renzi, ex presidente della municipalizzata Publiacqua di Firenze. Tira poi in ballo anche il papà di Matteo, Tiziano Renzi, e un amico di quest'ultimo, l'imprenditore Carlo Russo, autori, a suo dire, proprio delle pressioni per le quali viene ascoltato dal PM e che saranno poi in prima battuta indagati per traffico di influenze. Ora arrivano i primi rinvii a giudizio. Con Lotti - che dice “dimostrerò la mia innocenza” - e Del Sette andranno a processo anche Russo per millantato credito e Vannoni e il generale dei Carabinieri Emanuele Saltalamacchia per favoreggiamento. Prima udienza fissata il 15 gennaio. Prosciolti invece dalle accuse di avere ordito un complotto contro la famiglia Renzi l'ex ufficiale del Noe Giampaolo Scafatto e il colonnello Alessandro Sessa, mentre sul rinvio a giudizio di Tiziano Renzi la decisione arriverà il 14 ottobre.


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