Cos'è e come funzionerà il Mose che proteggerà Venezia

Quattro barriere: due alla bocca di Porto di Lido, una a Malamocco ed una a Chioggia. 78 paratoie mobili che restano negli alloggiamenti dei fondali e che in caso di acqua alta superiore a 110 centimetri, si alzano e fermano l'ingresso della marea nella laguna. Ecco il progetto del modulo sperimentale elettromeccanico, per tutti il MOSE, avviato nel 2003 per difendere Venezia e la laguna tutta dalle acque alte fino a 3 metri, commissariato dal 2014 dopo un'indagine della magistratura per fondi illeciti. Costo chiuso, deciso nel 2005 per il MOSE completo, 5 miliardi 493 milioni di euro, tutti già stanziati. Di questa cifra, ci spiegano dal Consorzio Venezia Nuova, è stato già speso il 96 per cento. Ma a che punto è? Ad oggi tutte le 78 paratoie sono installate nei 4 canali alle 3 bocche, ma vengono movimentate da un solo impianto provvisorio che non può alzare contemporaneamente tutte le barriere. In corso ci sono i test sulle movimentazioni e la manutenzione per capire anche i costi e il sistema di impianti verrà completato entro il giugno del 2020. Da quel momento in poi si potranno iniziare a gestire le paratoie con gli impianti definitivi. La consegna del MOSE è prevista entro la fine del 2021. Le paratoie, riempiendosi di aria compressa, si potranno alzare a diverse altezze per mantenere il livello di sicurezza in laguna sui 110 centimetri. Ecco le cosiddette quote di allagamento a seconda dei centimetri di acqua. In quest'ultima si vede lo stato della laguna a quasi 190 centimetri e il fenomeno è destinato ad aggravarsi, le acque alte sono sempre più frequenti. Questa è Venezia nel 1966, sotto 194 centimetri di acqua. Resta il livello massimo di marea mai registrato fino ad oggi e le immagini di oltre 50 anni fa si sovrappongono a quelle di oggi.


  • TAG