Daspo Ultrà Juve, 38 provvedimenti alcuni decennali

38 Daspo, 4 dei quali decennali. Sono questi i numeri dell'inchiesta Last Banner annunciati oggi dal Questore di Torino, Giuseppe De Matteis, che ha coinvolto i tifosi della Juventus. 12 Daspo riguardano tifosi non residenti nel capoluogo piemontese. Le altre 26 misure riguardano invece residenti nel Comune di Torino. Nel dettaglio dei 38 provvedimenti 15 prevedono l'obbligo di firma e in 12 casi coinvolgono persone già oggetto delle misure cautelari emesse nei giorni scorsi. In 4 casi che riguardano Gerardo Mocciola capo dei Drughi, Umberto Toia capo di Tradizione, Salvatore Cava e Domenico Scarano per la prima volta la misura restrittiva d'accesso allo stadio avrà durata decennale, come previsto dal decreto sicurezza bis. Con l’operazione Last Banner abbiamo preso tutte le linee di comando e di organizzazione dei gruppi, quindi è stata una operazione a 360 gradi. La nostra attività non è finita. Noi monitoreremo qualsiasi tipo di infiltrazione antigiuridica e illegale all'interno della curva. Il nostro lavoro non è finito e proseguiamo con la massima attenzione, tanto che già alla scorsa partita abbiamo elevato una serie di sanzioni amministrative nei confronti di alcuni soggetti che già non si vogliono allineare ad alcuni divieti come quello di portare poi simbologie dei gruppi investigati. Sempre grazie al sicurezza, bis per Mocciola e Toia è stato vietato anche l'utilizzo di apparati di comunicazione nelle 12 ore della giornata delle partite e non potranno nemmeno vederle in televisione. Le indagini intanto proseguono con l'obiettivo di far luce sul gruppo di tifosi che durante l'ultima partita della Juventus a Brescia ha esposto lo striscione del gruppo dei Drughi allo stadio Rigamonti. Attività di indagine, poi, sono in corso per capire chi per le strade di Torino ha affisso manifesti inneggianti sempre ai Drughi.


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