Bergamo: donna uccisa a coltellate, forse rapina finita male

È stata trovata qui, davanti all’ascensore che l’avrebbe portata a casa, all’ultimo piano. La madre, non vedendo tornare Daniela Roveri, di 48 anni, ha provato a chiamarla, ma il cellulare risultava spento. È scesa senza nessun motivo, in realtà, forse solo per aspettarla in strada, ma si è trovata davanti il suo corpo, uccisa da una coltellata alla gola. Accanto al cadavere la borsa della palestra e quella con i documenti di lavoro, ma manca la borsa con gli oggetti personali, portafoglio e documenti. Un tentativo di rapina o solo un modo per confondere le acque? Perché Daniela è stata uccisa e perché in quel modo? In tanti la descrivono come una donna molto seria e attenta al suo lavoro in una ditta meccanica del bergamasco. Aveva scalato diverse posizioni e, in breve tempo, era diventata un riferimento importante. Così come anni prima la madre, con la quale viveva, si era trasferita nel bergamasco da bambina e aveva sempre vissuto qui, e qui tornava quando, dopo aver parcheggiato la macchina, è entrata nel palazzo e ha incontrato il suo assassino.


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