Emergenza migranti, esodo senza fine

Ancora un torturatore di migranti, un somalo che dai capannoni-lager della Libia dove gli extracomunitari attendono prima di imbarcarsi per l’Europa, dettava legge a modo suo con violenza e ferocia inaudita verso chi non soggiaceva alle sue percosse e alle sue minacce. Adesso l’uomo, un ventisettenne, è stato arrestato dalla polizia nel centro di accoglienza di Lampedusa, dove era arrivato assieme ad altri migranti. Ad indicarlo alla polizia sono stati diversi extracomunitari che hanno detto che l’uomo era il loro aguzzino. Hanno raccontato di essere stati colpiti con pesanti tubi, con fruste e di essere stati minacciati di morte con un’arma da fuoco. Una persona tanto violenta da essere stata richiamata, hanno riferito sempre i migranti, dal carceriere libico, anche lui sconvolto da tanta violenza. L’uomo adesso è rinchiuso in una cella del carcere di Agrigento, dove è recluso anche un altro torturatore finito in manette due settimane fa. Lui lo chiamavano Rambo: è un nigeriano e deve rispondere dei reati di omicidio, tortura e violenza sessuale. Intanto continuano i soccorsi in mare e gli arrivi di migranti sulle nostre coste. Migliaia, solo nell’ultimo fine settimana, sono giunti tra Catania, Augusta e Pozzallo. Nel Ragusano la polizia ha arrestato anche tre persone di nazionalità nigeriana accusate di essere scafisti.


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