Emergenza migranti, migliaia in salvo e 80 dispersi

Sarebbero ottanta, secondo il racconto di alcuni superstiti, le vittime dell’ennesima tragedia del mare, che si sarebbe consumata a largo delle coste libiche. Un gommone, con più di centoventi persone a bordo, avrebbe iniziato a imbarcare acqua e ad affondare. La maggior parte dei passeggeri inghiottita dalle onde. L’ennesimo racconto di morte arriva dai migranti, che sono sbarcati ieri da una nave cargo danese al porto di Pozzallo, nel Ragusano. La Procura ha aperto un’inchiesta. Lo scafista, stando al racconto di chi ce l’ha fatta, sarebbe tra le vittime. Una nuova tragedia che arriva in un fine settimana caratterizzato da cinquantuno interventi in mare da parte delle navi di Frontex e delle organizzazioni non governative e l’arrivo di oltre seimila persone sulle nostre coste. I porti interessati sono quello di Pozzallo, dove sono giunte anche undici donne in stato di gravidanza, quello di Catania e quello di Augusta, in provincia di Siracusa, e poi Messina e Reggio Calabria. Numeri da emergenza, ma di fatto in linea con quello che avviene ormai dall’inizio dell’anno. In Italia, da gennaio ad aprile, sono giunte oltre 43.000 persone. Un trend destinato a crescere dal momento che i migranti raccontano di centinaia di migliaia di persone ammassate nei capannoni in Libia in attesa di partire alla volta del nostro Paese, dove proseguono le polemiche sulle inchieste aperte a carico di alcune ONG sospettate di essere in contatto con i trafficanti di uomini.


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