Figli che uccidono i genitori, i casi più eclatanti

Figli che uccidono i genitori. Il caso di Ferrara, risolto dopo un solo giorno di indagini, è solo l’ultimo di una serie di episodi che la storia dei delitti più efferati racconta. Tra i più eclatanti la strage della famiglia Carretta. È il 4 agosto del 1989 quando il figlio maggiore, Ferdinando, uccide a colpi di pistola entrambi i genitori e il fratello Nicola. Per molti giorni cancella minuziosamente le tracce di quanto accaduto nascondendo i cadaveri in una discarica. Poi fugge a Londra ed è qui che nove anni dopo viene identificato. “Non so niente della mia famiglia” sosterrà davanti agli inquirenti, salvo poi confessare il triplice omicidio davanti alle telecamere di Chi l’ha visto. Pochi anni dopo a far parlare di sé è Pietro Maso. Il 17 aprile del 1991, aiutato da tre amici, nella sua casa di Montecchia di Crosara, uccide entrambi i genitori con l’obiettivo di intascare subito la sua parte di eredità. Un piano studiato nei minimi particolari, una vera e propria imboscata tesa alla coppia, che viene brutalmente colpita con un bloccasterzo e una mazza di ferro. Inutili i tentativi dei due di sfuggire al massacro. A Novi Ligure il 21 febbraio del 2001 i giovani fidanzatini Erika e Omar uccidono la madre e il fratellino di lei. Erika ha 16 anni, Omar 17. Entrano nella villetta di famiglia e sferrano 97 coltellate con una brutalità inaudita. Nel mirino c’è anche il padre di Erika, che riesce a salvarsi perché in quel momento non è in casa. L’ultimo caso eclatante è quello di Igor Diana, 28 anni, figlio adottivo di Giuseppe Diana e Luciana Corgiolu. È l’11 maggio dell’anno scorso. La coppia sta per andare a dormire quando viene uccisa a colpi di mazza da baseball a Settimo San Pietro, vicino a Cagliari. “Sono stato io. Abbiamo avuto un litigio. Ho perso la testa”. Questa la fredda confessione del ragazzo due giorni dopo il ritrovamento dei corpi dei genitori. Per lui si aprono le porte del carcere ed è lì che a dicembre Igor si toglie la vita.


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