Furti d'auto, calo record nel 2016

Sono al passo con i tempi anche i ladri d’auto. Altro che scassinatori! Ormai sono diventati degli ingegneri del furto. Lo dice uno studio della Polizia di Stato, che dà due notizie: una buona e una meno. Cominciamo dalla prima. I furti di due e quattro ruote nel 2016 sono calati di quasi il 7 per cento rispetto all’anno precedente. L’altra notizia, quella meno buona, riguarda le modalità con cui vengono rubate le auto, in maniera sempre più tecnologica, e questo ha reso più semplice per alcuni gruppi di ladri mettere in moto le auto e sparire. Perché? Ce lo ha spiegato Giuseppina Minucci, dirigente della terza divisione della Polizia stradale, che lotta contro il traffico illecito di veicoli. “Perché, praticamente, ci sono sul mercato tecniche che consentono di portare via rapidamente la macchina in pochi secondi. Quando parcheggiamo una macchina in un’area di sosta o in un parcheggio siamo convinti di averla chiusa schiacciando l’apposito taso dell’apparecchiatura in nostro possesso, invece la macchina non si chiude. Non si chiude perché ci sono apparecchiature, come i jammer, che catturano il passaggio delle radiofrequenze e, naturalmente, non fanno chiudere l’autovettura”. Insomma, altro che finestrini rotti! Ora si tratta sempre di più di furti puliti. In generale, comunque, il numero di due e quattro ruote rubate è calato, di più quello di moto e mezzi pesanti che di auto, settore in cui si fa strage di Panda, Punto e 500, le più desiderate dai ladri e, chiaramente, dal loro mercato, un business da milioni di euro basato sul trasferimento all’estero di veicoli, soprattutto nel Nord Africa, e di macchine operatrici da cantiere o per l’agricoltura, soprattutto nei Balcani.


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