Giovane cinese morta, forse investita da treno dopo scippo

Travolta dal treno mentre rincorreva i suoi scippatori lungo i binari della ferrovia. Potrebbe essere questa l’assurda fine di Zhang Yao, 21 anni, studentessa cinese arrivata neanche un anno fa a Roma per frequentare l’Accademia delle Belle Arti, sparita nel nulla da lunedì mattina, quando aveva lasciato l’Ufficio immigrazione accanto a via Salviati. Qui aveva ritirato il permesso di soggiorno per motivi di studio. Dentro la legalità e lo Stato, al di là del muro una vergogna, un posto allucinante e degradato, terra di nessuno. Il corpo della ragazza senza vita è stato trovato in questa scarpata, in mezzo a questi cespugli, questo canneto, proprio qui in mezzo a queste frasche – questa scarpata costeggia i binari della ferrovia – al di là di questa rete. Questa rete è stata tagliata, è stato fatto questo foro per poter raggiungere il corpo della ragazza da parte delle squadre di soccorso. Qui siamo accanto ai binari della ferrovia e da quassù è abbastanza chiara la geografia di questo posto desolato, veramente degradato. Sotto di noi il canneto dove è stato ritrovato il corpo della ragazza. A sinistra, dall’altra parte della strada, l’accampamento improvvisato dei rom, che però esiste da diverso tempo e lì in fondo quel palazzo giallo è l’Ufficio immigrazione, dove la ragazza era appena stata. Di fronte soltanto questo capannone industriale. Proprio le telecamere di questo capannone riprendono gli ultimi istanti di vita della ragazza dopo lo scippo. Lei telefona agli amici e la sua coinquilina sente un urlo e poi più nulla. Insomma, paradosso vuole che Zhang Yao, appena uscita dal posto più sicuro al mondo, si sia ritrovata in un inferno metropolitano. L’angolo tra via Salviati e via Sansoni fa paura anche di giorno. La ragazza forse era qui, ferma ad aspettare l’autobus, quando è stata aggredita e lei, incosciente, senza riflettere, si è messa a correre verso la ferrovia. Le indagini diranno se veramente le cose sono andate così.


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