Italiano ucciso in Spagna, scarcerati due degli aggressori

I medici legali spagnoli avrebbero concluso l’autopsia sul corpo di Niccolò Ciatti, picchiato a morte in una discoteca a Lloret de Mar, sulla costa vicino a Barcellona, in Spagna. Secondo indiscrezioni, i medici starebbero solo aspettando i risultati di una serie di esami per poi autorizzare il rientro in Italia, se il magistrato non ordinerà ulteriori approfondimenti. Intanto, la discoteca dentro la quale Niccolò è stato ucciso è stata chiusa, su disposizione delle autorità spagnole, per ragioni di sicurezza. Gli inquirenti avrebbero riscontrato gravi anomalie. Tra queste, probabilmente, il numero troppo esiguo di buttafuori che, secondo quanto dichiarato da uno degli amici del ventiduenne di Scandicci, erano appena nove per circa duemila persone. In queste ore, gli amici e i parenti di Niccolò tentano ancora di metabolizzare la notizia della scarcerazione di due degli aggressori. Resterà in carcere solo uno dei tre ceceni arrestati, forse appartenente a una formazione paramilitare, quello che ha sferrato il calcio che lo ha ucciso, come appare nelle drammatiche riprese registrate dalle telecamere di sorveglianza. Gli altri due, invece, potranno già tornare a casa in Francia, dove vivono come richiedenti asilo. Una notizia che ha scioccato l’intera comunità di Scandicci. Anche il sindaco è intervenuto: non conosco le procedure legali, ha detto, ma quello che chiede la nostra comunità e quello che chiede la famiglia è che sia fatta giustizia per un delitto così efferato e insensato. Insensato perché nato, pare, da una spinta. Violento, feroce e brutale, proseguito anche quando Niccolò era ormai a terra privo di sensi e incapace di reagire in alcun modo.


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