Mafia, sequestrato patrimonio a mercante d'arte

Opere d’arte, reperti archeologici di inestimabile valore, gioielli su cui la mafia trapanese, e Matteo Messina Denaro in particolare, aveva messo le mani. Grazie ai servizi di un noto mercante internazionale di arte, Giovanni Franco Becchina, il latitante aveva accumulato una fortuna. Adesso, però, gli uomini della Direzione investigativa antimafia di Trapani hanno messo i sigilli e sequestrato un ingente patrimonio, riconducibile proprio al mercante d’arte che, per decenni, come hanno raccontato decine di collaboratori di giustizia, è stato al soldo della famiglia mafiosa di Castelvetrano. Prima al servizio di Francesco Messina Denaro, poi al servizio di quello che adesso è ritenuto il nuovo capo di Cosa Nostra. Il provvedimento di sequestro nei confronti di Giovanni Franco Becchina riguarda numerose aziende che si occupano di produzione e vendita di olio, di un castello nel territorio di Castelvetrano, eretto da Federico II, di importantissimo valore storico-culturale e di una villa al cui interno sono custoditi importantissimi reperti archeologici che in questo momento è impossibile valutare. Un patrimonio immenso, che deve essere studiato e catalogato dagli esperti d’arte e dagli archeologi. Molti pezzi, infatti, sarebbero stati trafugati da tombe e mai dichiarati. Secondo una prima e sommaria stima, il valore dei reperti, però, supererebbe i 10 milioni di euro.


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